Articolo di Ilaria Pisciottani

Domenica 26 aprile Cristiano Godano chiuderà in Piazza San Marco la prima edizione di Arilica.

Il comunicato parla di sold out, ingresso gratuito e cultura in vacanza.

Il libro che presenterà Godano “Il suono della rabbia” dice una cosa radicale: “Tutto produce suono.”

Le guerre, le dita sullo schermo di un telefono, i concerti, i battiti del cuore… siamo fatti delle vibrazioni che gli eventi della storia emettono”.

Se è così, la domanda non è quanta gente ci sarà, ma che tipo di vibrazione resterà dopo.

Godano, nato a Fossano il 21 novembre 1966, è cantautore, chitarrista e scrittore, frontman dei Marlene Kuntz. Laureato in economia, entra nella band nel 1989 dopo i Jack on Fire, insegna dal 2008 al Master in Comunicazione musicale della Cattolica di Milano.  Ha pubblicato I vivi (2008), Nuotando nell’aria (2019) e, con i Marlene, da Catartica (1994) a Karma Clima (2022).

Arilica Festival è alla sua Prima edizione, dal 21 marzo al 24 maggio 2026 a Peschiera Del Garda.

Fortemente voluta dal Comune Di Peschiera e dall’assessora Elisa Ciminelli, nasce con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria storica della città con le pratiche artistiche del presente, a cura di Matteo Vanzan.

Il nome stesso del festival recupera l’antico toponimo latino di Peschiera, evocando il suo ruolo millenario di crocevia di popoli e scambi in un’identità che oggi torna a vivere come luogo di produzione culturale, dialogo e sperimentazione e vuole fare di piazze e parchi una “materia attiva e pulsante”, con ingresso gratuito a tutto.  

Piazze, parchi e architetture storiche diventeranno scenario di mostre, concerti, spettacoli teatrali, performance, talk e incontri, generando un’esperienza diffusa e immersiva in cui abitanti e visitatori incontrano l’arte nel quotidiano.

L’idea curatoriale è quella di rendere la città materia attiva e pulsante del festival; di promuovere arte e cultura contemporanea attraverso un approccio multidisciplinare e partecipativo, capace di coniugare linguaggi diversi e stimolare una riflessione critica sul presente rivolgendosi a un pubblico ampio e intergenerazionale.

Godano raccoglie “uno spartito fatto di sole parole” misurandosi con i suoi maestri musicali, Nick Cave e Neil Young, e letterari, Vladimir Nabokov.

Godano scrive “di bellezza e amore, di umiltà e semplicità, di dittatura e libertà, di complessità e cambiamento climatico, di internet e incantamenti del genere umano, di capitalismo della sorveglianza e manipolazione”.

E poi: “Si indigna, ascolta dentro di sé il suono della rabbia generato dall’inesorabile deriva occidentale; e più si indigna, più diventa forte quel suono, più l’esistenza, allora, sembra essere intensa e degna di essere vissuta”.

Tre spunti importanti si evincono dal suo sentire e da quello di Arilica Festival :

Quando Godano dice che siamo fatti di vibrazioni, riattiva un’idea antichissima, la musica delle sfere di Pitagora, e una modernissima, Schopenhauer che vedeva nella musica la copia diretta della Volontà. La rabbia non è rumore da eliminare, è frequenza da accordare.

Qui la filosofia si divide. Seneca la voleva estirpare la rabbia.

Martha Nussbaum invece oggi distingue tra rabbia vendicativa, che vuole umiliare, e “transition-anger”, che riconosce l’ingiustizia e si mette al lavoro.

Peter Sloterdijk, in Zorn und Zeit, spiega che le società moderne hanno creato vere banche dove depositare l’ira, partiti, talk show, festival.

Nasce allora qui una domanda: l’istituzione può ospitare una frequenza che per definizione la contesta?

Arilica rischia di essere una di queste banche che raccoglie l’indignazione per il clima e la restituisce come evento ben curato.

L’antropologia del suono, da Steven Feld a Tim Ingold, insegna che le culture non abitano prima di tutto spazi visivi, ma paesaggi sonori.

Feld chiama “acustemologia” il sapere che nasce dall’ascolto.

Ingold dice che abitare è intrecciare linee di vita, e il suono è la trama più immediata.

Godano, citando Nabokov accanto a Neil Young, fa esattamente questo: mette insieme letteratura e rock come strumenti per orientarsi.

Il festival, in questa chiave, non è un palco, è un tentativo di ri-sintonizzare Peschiera, che per nove mesi l’anno è un non-luogo turistico alla Augé, fatto di transiti.

Se la piazza torna a vibrare con parole su dittatura e libertà, non è intrattenimento, è riappropriazione acustica del territorio.

Ma l’antropologia avverte: i riti di communitas di Victor Turner funzionano se lasciano una traccia, altrimenti sono solo parentesi liminali.

Il comunicato celebra il sold out gratuito e sociologicamente è già di per se un paradosso fertile.

Pierre Bourdieu direbbe che l’ingresso libero abbatte la barriera economica ma non quella del capitale culturale, serve già sapere chi è Godano per desiderarlo.

Hartmut Rosa aggiungerebbe che viviamo in una società dell’accelerazione dove tutto deve essere veloce, anche l’indignazione. Godano propone l’opposto, la risonanza: un rapporto in cui il mondo ci tocca e noi rispondiamo, senza controllarlo.

Ed è qui che entra il tema più attuale della sinossi del libro, “internet e capitalismo della sorveglianza”.

Shoshana Zuboff descrive un sistema che estrae comportamento come materia prima. Le dita sullo schermo, dice Godano, producono suono.

Quel suono oggi viene catturato, profilato, rivenduto.

Proporre la rabbia come ascolto interiore è allora un atto sociologicamente sovversivo: non è un like, non è un commento, è una vibrazione non monetizzabile.

Byung-Chul Han parlerebbe di incantamento, non come magia, ma come stanchezza.

Siamo incantati, ipnotizzati, dai flussi. 

Godano risponde con umiltà e semplicità, due parole che nel libro stanno accanto a dittatura e libertà, quasi a dire che la resistenza parte da una scala umana.

Per concludere vorrei sottolineare che il comunicato di Arilica ha ragione su una cosa: c’è fame di cultura anche in vacanza. 

Il festival non è quindi una semplice rassegna, ma un percorso continuo in cui il patrimonio incontra il contemporaneo restituendo nuovi significati allo spazio urbano.

Se davvero, come scrive Godano, “più si indigna più l’esistenza sembra intensa”, allora il successo del 26 aprile non sarà il numero di sedie occupate in Piazza San Marco, ma quante persone, tornate a casa, continueranno a sentire quel ronzio interno quando scorrono il telefono, quando leggono del clima, quando ascoltano una canzone non ancora composta.

La rabbia può fare sold out!

La domanda resta aperta: può anche fare comunità?

Andate, abitate, vivete Arilica Festival e diventatene testimoni oculari

PROSSIMI EVENTI IN AGENDA

DOMENICA 26 APRILE
Ore 15:00 Sottotetto della Caserma d’Artiglieria. Incontro con il curatore della mostra
Ore 17:00 Piazza San Marco. Arilica Talk: Presentazione del libro “Il suono della rabbia”
a cura di Cristiano Godano (Marlene Kuntz)

MERCOLEDì 6 MAGGIO
Ore 15.30 Centro Civico Franco Gandini. “Liberi tutti: corso di Storia dell’Arte contemporanea” a cura di Matteo Vanzan
Ore 16.30 Centro Civico Franco Gandini. Incontro con l’artista Manuela Bedeschi

MERCOLEDì 13 MAGGIO
Ore 15.30 Centro Civico Franco Gandini. “Liberi tutti: corso di Storia dell’Arte contemporanea” a cura di Matteo Vanzan
Ore 16.30 Centro Civico Franco Gandini. Incontro con l’artista Tiziano Bellomi

MERCOLEDì 20 MAGGIO
Ore 15.30 Centro Civico Franco Gandini. “Liberi tutti: corso di Storia dell’Arte contemporanea” a cura di Matteo Vanzan
Ore 16.30 Centro Civico Franco Gandini. Incontro con l’artista Guido Airoldi

MERCOLEDì 27 MAGGIO
Ore 15.30 Centro Civico Franco Gandini. “Liberi tutti: corso di Storia dell’Arte contemporanea” a cura di Matteo Vanzan
Ore 16.30 Centro Civico Franco Gandini. Incontro con l’artista Giorgio Dalla Costa

LOCATION

Sottotetto dell’Artiglieria – Parco Catullo, 4

Il Sottotetto della Caserma d’Artiglieria di Porta Verona a Peschiera del Garda, situato nell’edificio costruito tra il 1854 e il 1857 da Radetzky durante il dominio austriaco, è un ampio spazio storico restaurato. Oggi ospita mostre, esposizioni, convegni e rassegne culturali, valorizzando il patrimonio architettonico e storico della fortezza.

Palazzina Storica – Parco Catullo 1

La Palazzina Storica di Peschiera del Garda, ex Palazzo del Comando asburgico del 1854, è un luogo simbolo della Grande Guerra, situato nel Parco Catullo. L’8 novembre 1917 ospitò il Convegno Interalleato dopo la disfatta di Caporetto, dove Vittorio Emanuele III e gli alleati decisero la resistenza sul Piave.

Galleria di Porta Brescia

Parco Catullo

[Immagini prese dal web]

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