Articolo di Ilaria Pisciottani

La domanda se essere liberi significhi vivere senza regole o se la vera libertà risieda nel rispetto delle regole per il bene comune è un dilemma che accompagna l’umanità da sempre. Spesso, la libertà viene erroneamente interpretata come assenza di vincoli, un’anarchia individuale in cui ogni desiderio e impulso vengono soddisfatti senza considerare le conseguenze per gli altri. Tuttavia, questa visione superficiale ignora la profonda interconnessione che lega ogni individuo alla società in cui vive.

Parafrasando Giorgio Gaber, la libertà non è uno spazio vuoto in cui muoversi senza limiti, ma un impegno attivo, una partecipazione consapevole alla costruzione di una società giusta e solidale. Le regole, in questa prospettiva, non sono catene che limitano la libertà, ma strumenti che la proteggono, garantendo a tutti la possibilità di esprimersi e realizzarsi pienamente. Le regole definiscono i confini entro i quali la libertà di ciascuno può espandersi senza ledere quella degli altri.

È compito degli adulti, in particolare, tutelare la libertà e la salute dei giovani, non solo attraverso l’educazione e l’esempio, ma anche attraverso il rispetto scrupoloso delle regole e delle norme di sicurezza.

La tutela della sicurezza non può essere considerata un dettaglio trascurabile o un’opportunità per risparmiare in nome del profitto.

Ogni regola, ogni dispositivo di protezione, ogni investimento nella sicurezza è un atto di responsabilità verso le generazioni future, un modo per garantire loro un futuro in cui la libertà non sia compromessa dalla negligenza e dall’avidità.

Vivere in una società libera significa accettare di limitare la propria libertà individuale in favore del bene comune. Significa comprendere che il rispetto delle regole non è un atto di sottomissione, ma un atto di responsabilità e di solidarietà. Solo così potremo costruire un mondo in cui la libertà di ciascuno sia la garanzia della libertà di tutti.

In definitiva, la vera libertà non è l’assenza di regole, ma la capacità di comprenderle, accettarle e rispettarle per il bene di tutti.

È un equilibrio delicato tra diritti e doveri, tra aspirazioni individuali e responsabilità collettiva.

Solo coltivando questo equilibrio potremo costruire una società veramente libera, giusta e prospera.

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